 |
| Collana di studi inglesi
e americani diretta da Stefano Manferlotti |
|
|
|
|
Carmen
Concilio, Le declinazioni dell'io. Identita' e alterita' nella
narrativa in inglese del Novecento |
|
|
|
Il
classico motivo del doppio è messo in relazione alla
metamorfosi sessuale e alla trasformazione dell’io in imago.
Le figure archetipiche dell’Androgino e di Narciso offrono lo
spunto per l’analisi di opere moderniste e postmoderne:
dall’Orlando di Virginia Woolf, attraversando l’opera
di Ben Jelloun, sino al Sebastian Knight di Vladimir
Nabokov.
Punto d’approdo sono gli Antipodi, l’Australia: Patrick
White, con The Twyborn Affair e Memoirs of Many in One,
s’interroga su un io metamorfico; David Malouf traccia la
biografia dell’autore delle Metamorfosi, Ovidio, in una
Imaginary Life. Alla fine del viaggio, l’io non può
che riconoscersi uno, duplice e molteplice.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Maria Teresa Chialant - Eleonora Rao (a cura di), Letteratura e
femminismi. Teorie della critica in area inglese e americana |
|
|
|
Letteratura
e femminismi propone una selezione di saggi, nell’ambito dei
women’s studies e dei gender studies, pubblicati in
Inghilterra e negli Stati Uniti a partire dagli anni Ottanta. Le
sezioni in cui si articola il volume riguardano questioni di
rilievo nell’attuale dibattito critico, quali il rapporto fra
generi letterari e generi sessuali, il contributo della
psicoanalisi e del pensiero postmoderno alle teorie femministe,
l’intreccio fra etnia e identità femminile, la rappresentazione
della donna nel cinema e nelle arti figurative. La raccolta,
preceduta da una ampia Introduzione, si chiude con alcune
riflessioni di romanziere contemporanee sulla propria esperienza
di scrittrici.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Francesca
Ghidini, Abitata
da un grido. La poesia e l'arte di Sylvia Plath |
|
|
|
C’è
l’angoscia di una generazione di fronte all’incubo del
conflitto nucleare nella poesia e nella narrativa di Sylvia
Plath. La scrittrice americana, morta suicida a soli
trent’anni, denuncia l’ipocrisia di un mondo lacerato dalla
guerra fredda e di un’America falsamente soddisfatta di sé.
Al generale conformismo e ai suoi modelli anche linguistici (su
tutti, quelli della persuasione pubblicitaria), Sylvia Plath
contrappone la confessione, lo svelamento scabroso della
fragilità personale, la parola della sofferenza.
Battaglia mai esplosa, priva di immagini e di racconti, nella
sua poesia la guerra fredda si nutre di metafore, di storie e
figure prese in prestito dal secondo conflitto mondiale: ebrei,
nazisti, campi di sterminio. Una “terra desolata”, quella in
cui abitano i versi della poetessa americana, dove l’unica
possibilità di salvezza è data dalla creatività: il potere
femminile della gestazione e quello artistico dell’invenzione
poetica.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Aldo
Caggiano, Lou
Reed poeta americano. Dai Velvet a Berlin |
|
|
|
Può
il testo di una canzone rock aspirare ad una dignità letteraria
autonoma? È una domanda alla quale questo volume tenta di
rispondere leggendo l’opera di Lou Reed, celebrato animale
del rock ’n’ roll e interprete scandaloso delle nevrosi
metropolitane. Ne emerge la figura di un vero poeta, per quanto
inquietante, che può ben ritagliarsi un posto d’onore nella
letteratura americana di oggi. La sua frequentazione del poeta
Delmore Schwartz e dell’artista pop Andy Warhol, qui
attentamente ricostruita, accompagna la definitiva maturazione
di una forma espressiva nata all’interno delle sottoculture
giovanili: un percorso rigoroso e consapevole che Reed ha
perseguito fin dai primi anni della sua carriera d’artista.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Rosanna
Camerlingo, Teatro
e teologia. Marlowe, Bruno e i Puritani |
|
|
|
Al
centro di questo libro ci sono un drammaturgo inglese (che fu
anche spia), un filosofo italiano (finito sul rogo per eresia) e
le tumultuose vicende dentro le quali l’Europa riformata e
post-tridentina andava sanguinosamente configurando la sua nuova
geografia. Quattro drammi di Christopher Marlowe (Tamburlaine
the Great, Doctor Faustus, The Jew of Malta, Edward
II) vengono analizzati alla luce delle grandi controversie
religiose del tardo Cinquecento. In ognuno di essi si può
rinvenire una questione cruciale della storia inglese ed europea
all’alba dell’era moderna: l’espansione nel Nuovo Mondo,
la morte e la scienza, lo Stato, i servizi segreti e
l’insorgente capitalismo, le guerre di religione. Teatro,
filosofia, teologia e politica vi sono intimamente intrecciati,
animati dai grandiosi (e ipermetropi) progetti storiografici di
due audaci (e imprudenti) eretici del tempo.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Rolando
Pieraccini, Aldous
Huxley e l'Italia. |
|
|
|
Tra
i diversi campi in cui opera l’assistente sociale, quello dei
servizi per la salute mentale è uno dei più complessi ed
impegnativi. Questo volume riporta le esperienze operative più
significative realizzate secondo approcci diversi
(dall’approccio clinico all’integrazione territoriale e
all’intervento di rete). Contiene inoltre le riflessioni e le
linee teoriche che il servizio sociale ha sviluppato intorno
alla "questione" della salute mentale, arricchite da
un’analisi del quadro normativo a livello nazionale e
regionale. Non manca un approfondimento di aspetti specifici
come quello dell’integrazione dei servizi e quello della
riabilitazione del malato mentale, oggi così attuale. È in
corso infatti l’ultima fase di chiusura delle strutture
manicomiali, che ripropone la necessità di un’azione a
livello della dimensione sociale dell’intervento e non solo
un’azione di tipo sanitario-organizzativo. Diventano perciò
indispensabili il consolidamento e lo sviluppo delle
professionalità, come quella dell’assistente sociale, in
grado di sostenere il malato e la sua famiglia "extra muros".
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Dario
Calimani, T.S.
Eliot. Le geometrie del disordine. |
|
|
|
Il
modernismo coincide con una crisi generalizzata di un intero
sistema socio-culturale: crolla, con le certezze di un tempo, la
fiducia nella storia e nella forma. L’artista si rifugia in
miti, in qualche caso reazionari e perfino antisemiti, che
possano ricomporre "l’anarchia della storia
contemporanea". Ma, soprattutto, l’arte moderna nega il
dominio del contenuto: caduta la fede nei valori tradizionali,
la letteratura non mira più a rappresentare e interpretare il
reale ma ricerca modelli, stili e linguaggi nuovi. Prevale il
principio di frammentazione come segno della crisi
dell’artista e del decadimento spirituale di un’intera
epoca. Eliot come Kafka e Strindberg, come Picasso e Schönberg.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Iain
Chambers - Lidia Curti (a cura di), La
questione postcoloniale. Cieli
comuni, orizzonti divisi. |
|
|
|
La
questione postcoloniale raccoglie interventi critici che
uniscono voci note e altre emergenti nel tentativo di rispondere
alle molte domande suscitate dal concetto stesso di "postcoloniale".
I saggi presenti nel volume si muovono tra aspetti
dell’imperialismo moderno e tratti delle culture ibride
metropolitane di oggi, tra la scrittura afro-americana e ciò
che l’instabile mistura di nazionalismo e religiosità produce
nella città postcoloniale.
Nella loro riflessione critica, gli autori vanno ben oltre le
metafore fin troppo scontate di integrazione e multiculturalismo,
per confrontarsi con la pluralità di voci, corpi, popolazioni e
storie che, giungendo dall’altrove, inducono quella
sorta di corto circuito che mette in discussione il senso stesso
di "centro" e "periferia".
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Sandro
Melani, L'eclissi del consueto. Angeli, demoni e vampiri
nell'immaginario vittoriano |
|
|
|
Attraverso
l’analisi di un campione esemplare - "Carmilla", la
celebre storia vampirica di J.S. Le Fanu - L’eclissi del
consueto fa il punto sul dibattito teorico riguardante la
natura del fantastico e la forma della short story, per
poi aprirsi all’esame di alcune figure ricorrenti
dell’immaginario vittoriano, dalla donna-angelo alla
donna-demone e alla femme fatale, rivisitate attraverso
un’ampia serie di testi, sia poetici che narrativi, che
coprono l’intero arco della letteratura inglese dal
romanticismo all’estetismo fine secolo.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Stefano
Manferlotti, Dopo l'Impero. Romanzo ed etnia in Gran Bretagna |
|
|
|
Salman
Rushdie, Kazuo Ishiguro, Timothy Mo, Hanif Kureishi: i
cosiddetti writers from elsewhere. Gli autori
provenienti da realtà altre rispetto a quella britannica sono
oggi tra le voci più insigni della sua letteratura. Attraverso
un confronto ravvicinato coi testi, Dopo l’Impero. Romanzo
ed etnia in Gran Bretagna definisce la fisionomia
concettuale ed espressiva di ogni singolo autore. Ne emerge un
quadro rigoroso e suggestivo della "letteratura degli
immigrati", mirabile frutto dell’incrocio fra culture
eterogenee, fra vecchio e nuovo, fra tradizione e innovazione.
Il volume è corredato da un’Appendice che raccoglie la
traduzione italiana di tutti i brani citati.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Daniela
Carpi, L'ansia
della scrittura. Parola e silenzio nella narrativa inglese
contemporanea |
|
|
|
L’ansia
della scrittura tratta della problematicità del linguaggio
nel romanzo inglese contemporaneo. Consapevole del peso della
letteratura passata, della presenza più che agguerrita dei
critici, del crollo di fedi comuni a cui fare riferimento, lo
scrittore contemporaneo ritiene quasi pleonastico il proprio
impegno. Si può solo parlare dell’ansia della scrittura. Ma
scrivere si deve, anche se dovesse trattarsi di fare della
pagina il luogo elettivo della non-comunicazione. Il volume
parte da un’ampia premessa metodologica, per poi
contestualizzare i propri assunti nell’analisi dei maggiori
scrittori inglesi di oggi: da Doris Lessing a John Fowles, da
Iris Murdoch a William Golding, da Peter Ackroyd ad Antonia
Byatt. Non mancano riferimenti ad altri autori, come Anthony
Burgess, Graham Swift, Angela Carter, Julian Barnes, Malcom
Bradbury.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Mirella
Billi, Il testo riflesso. La parodia nel romanzo inglese |
|
|
|
La
parodia come modalità trasformativa degli istituti letterari, e
particolarmente del romanzo. Ad un’ampia sezione introduttiva,
che fissa e discute le coordinate teoriche della questione,
seguono analisi ravvicinate delle opere di Jane Austen, Virginia
Woolf e Angela Carter che l’autrice considera esemplari per il
suo discorso. Fittissimi i riferimenti ad altri autori, da
Fielding a Sterne, da Beerbohm a Joyce fino alle voci
post-moderne di Fowles e Rushdie.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Paolo
Bertinetti, Le mille voci dell'India |
|
|
|
Dall'India
e dagli autori indiani sparsi tra l'Europa e le Americhe nel
secondo Novecento ci è giunta una varietà straordinaria di
romanzi e racconti che costituiscono la parte più affascinante
della letteratura in lingua inglese del secolo scorso. Molti di
questi autori sono ormai familiari al lettore italiano, da
Salman Rushdie al Nobel V.S. Naipaul, da Anita Desai ad Amitav
Ghosh, da R.K. Narayan a Vikram Seth. Di loro, e di altri meno
noti ma spesso altrettanto sorprendenti, parla questo volume.
Con passione e al tempo stesso con rigore critico, fornendo
altresì un rapido profilo del contesto letterario da cui le
loro opere sono sgorgate.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Alessandro
Serpieri, Otello: l'eros negato |
|
|
|
Otello
è una tragedia permeata di immaginario, un'opera inquietante
che, nell'investire e sommuovere le stesse coordinate
conoscitive e ideologiche di un'epoca, continua a turbare
lettori, spettatori e critici del mondo contemporaneo.
Riflettendo, come in uno specchio, contraddizioni culturali e
sociali che vanno ben al di là della trama, questo dramma è
infatti ben più che una tragedia della gelosia, in quanto mette
in questione, nell'opera disgragatrice del disturbato Iago, gli
stessi rapporti interraziali e intepersonali, e - in un transito
di simulacri, in una proiezione distruttiva di fantasmi
individuali e collettivi - inscena la dannazione della
diversità e la morbosa censura della sessualità. Questo ampio
studio conduce il lettore, passo passo, alla scoperta delle più
segrete articolazioni di un testo di straordinaria complessità.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|