|
|
||
|
|
||
|
|
||
| James Joyce e Sylvia Beach fuori dalla libreria Shakespeare and Company, Parigi, 1920 | ||
|
Stefano Manferlotti, ordinario di Letteratura Inglese e docente di Letteratura Comparata, è autore di saggi e volumi dedicati principalmente alla letteratura inglese del Novecento. Fra le sue pubblicazioni: George Orwell (Firenze, La Nuova Italia 1979), Antiutopia. Huxley, Orwell, Burgess (Palermo, Sellerio 1984), Introduzione alla lettura di Aldous Huxley (Milano, Mursia 1987), Dopo l’Impero. Romanzo ed etnia in Gran Bretagna (Napoli, Liguori 1995; il volume esamina le opere di Salman Rushdie, Hanif Kureishi, Kazuo Ishiguro e Timothy Mo), James Joyce (Catanzaro, Rubbettino, 1997), Amleto in parodia (Roma, Bulzoni 2005). Ha tradotto opere di Dickens, Chesterton, Huxley, Orwell, Melville, London. A questo particolare campo di studi ha dedicato il volume Tradurre dall’inglese. Avviamento alla traduzione letteraria (Napoli, Liguori, 1996), più volte ristampato. Ha scritto, in collaborazione con Mary Rogers, una Grammatica della lingua inglese (Napoli, Liguori, 1999). Dirige la collana di studi inglesi Il Leone e l’Unicorno e la collana di letteratura comparata L’armonia del mondo, entrambe edite da Liguori. È critico letterario de Il Mattino di Napoli e del Venerdì di Repubblica. Ė Honorary Member del British Council. Attualmente lavora ad una Letteratura inglese del Novecento. |
||
|
|
||